defluito da Uddina mentre nel mondo era lunedì, 16 novembre 2009,21:31
La nebbia, come un sogno, smorza i contorni della realtà e mi sento scivolare in tempi che furono e saranno, o che non sono mai stati. All'interno di quel caldo vestito della notte, io mi accuccio in cerca di protezione e sicurezza. Dentro un mondo senza spigoli, addolcito dall'imperfezione, privo di nitidezza, io respiro un po' di quel calore e lo tengo solo per me.
Guido lontano, tocco i confini dell'immaginazione e ti ritrovo qui, accanto a me.
Esplosa dal nulla, la fitta del ricordo sembra quasi darmi piacere. Mi invento momenti bellissimi e creo piccolissime gioie da spargere da altezze inenarrabili, donandole al vento che le porti da te.
defluito da Uddina mentre nel mondo era martedì, 10 novembre 2009,18:18
Se bella, lo sai?
Sei talmente bella che non mi occorre neppure guardarti per saperlo, come se la bellezza si confondesse con tuo profumo e si potesse leggere nell'aria; mi basta stare accanto a te per respirarla ed esserne consapevole. Il silenzio può accarezzare questo momento in eterno: nell'assenza di parole, ritroveremo l'innocenza dei gesti e racconteremo allo spirito dei nostri sorrisi.
Ora mi abbandono.
Ora lascio la presa.
...via...
defluito da Uddina mentre nel mondo era domenica, 25 ottobre 2009,13:04
E l'acqua sentì che da fuori qualcuno cercava di rubarla, staccarla dalla culla un cui era nata. Si rese conto che picchiavano forte, scuotevano tutto il mondo a lei conosciuto. Si spaccavano le pareti, sentiva creparsi la rassicurante consistenza dei suoi confini e veniva trascinata lontana da casa, quel letto placido in cui si era crogiolata per quanto tempo, ormai? Erano passati millenni dall'ultima pioggia, ne era sicura...
E sentì che non c'era più il buio e da qualche parte filtrava anche dell'aria nuova.
Perché mi stai facendo questo?
L'acqua non voleva, non voleva, no, perché tutto ciò che le era costato una vita imparare si stava allontanando da lei: ogni certezza adesso vibrava e nulla aveva più le sembianze di un tempo.
Ti prego, fermati.
Ma da lassù quella forza non si arrendeva: la strappava via dall'identità dei secoli e lei non aveva niente con cui aggrapparsi, liscia ed inerte com'era...
Quel giorno nacque una nuova sorgente. Limpida sgorgò e pian piano divenne fiume. Negli anni si creò un letto ampio in cui scorrere cristallino e fresco e, dopo molta strada, trovò il Mare. Nei secoli il fiume crebbe, divenne navigabile, la gente imparò a conoscerlo e ad evitarne i gorghi. Le città si svilupparono, lo incanalarono e la sua acqua servì alla sopravvivenza di molti. E quando la gente non fu più, il fiume si estese ancora, divenne palude, casa di nuovi esseri. E piovve ancora, e a volte, invece, seccò, ma continuò a vivere.
Nulla di tutto ciò sarebbe mai accaduto, se non fosse stato per quell'unico giorno, quando all'acqua parve che fosse qualcun altro a tirare, là fuori, mentre era soltanto il suo forte desiderio a spingerla, ancora sconosciuto, di essere semplicemente ciò per cui era nata.
E adesso che tu sembri tirare fuori me da questa mia strana esistenza reale e sicura che ormai conosco, non posso far altro che pensare all'acqua e, nonostante tutte le mie resistenze, credo che parte di me brami d'essere quel fiume.
defluito da Uddina mentre nel mondo era sabato, 24 ottobre 2009,21:36
Infinite volte...
Non faccio che ripetermelo e chiedermi che cosa mai si provi, quale piacere sia generato dall'abbandono che desidero così tanto.
Sono qui che penso agli spezzoni che mi girano nella testa: frasi, risate, e quei momenti seri ma tranquilli. Ed io che ascolto ed ascolto e ringrazio il cielo che posso farlo, perché sono qui, ora, mentre compio piccoli passi verso me.
Infinite volte...
E vorrei provarne una sola...
defluito da Uddina mentre nel mondo era venerdì, 23 ottobre 2009,14:02
Ricordo la notte farsi una ed eterna e ricordo quand'anche noi confondevamo le nostre origini e giocavamo ad essere l'una e l'altra cosa: ci bastava uno sguardo e tu eri me, ed io te.
E poi mani, solchi nel ricordo, vibrazioni costanti che dilaniano ora la mia mente. Io mi perdo, forse per sempre, e mentre la coscienza ritorna piano piano, mi illudo che sia stato solo sogno.
defluito da Uddina mentre nel mondo era mercoledì, 21 ottobre 2009,16:57
Ricorda ancora quel calore nuovo di un altro corpo accanto al suo; attimi di un profumo sconosciuto e poi il tutto è perso nell'oblio di una memoria appartenente a chissà quale vita, quanto tempo fa, in un presunto giardino dell'Eden....
Può perdersi ancora.
Può succedere di nuovo.
defluito da Uddina mentre nel mondo era mercoledì, 07 ottobre 2009,13:53
No, Mara: continua a nuotare tranquilla, ché non c'è nulla che possa disturbare la tua pace esteriore. Respira sott'acqua, goditi il fresco e lasciati portare via dalla corrente: nella stanza chiusa da mille chiavi che si trova dentro di te hai tutto il tempo per pensare.
Sorridi, Mara, perché da qualsiasi parte tu guardi, c'è sempre un lato positivo: forse stai crescendo, forse è ora di imparare una cosa nuova. Forse, con la calma, uno spiraglio si aprirà nella tua privata scatola a cui nessuno ha accesso e non hanno senso tutte quelle paranoie, perché tu sei la figlia del Mare e lo sei sempre stata. Tutta intera, continuamente, in ogni tuo razionale ed irrazionale aspetto.
Mara, senti questo strano e vecchio anno che se ne va: diventa dolce piano piano e se guardi dietro di te non esistono solo passi faticosi e sofferenti. E' stato tutto così bello.
E' sempre stato bello.
E, sicuramente, lo sarà ancora.
defluito da Uddina mentre nel mondo era giovedì, 01 ottobre 2009,21:31
E lo disse in quel modo strano che hanno le donne: "Vieni a trovarmi".
Non sono mai esistite parole altrettanto dolci; perciò si addormentò sorridendo...
defluito da Uddina mentre nel mondo era domenica, 20 settembre 2009,21:15
Mi scivoli dentro come un vino rosso e denso che pare sangue. Mi lasci distesa su quel letto di immagini, senza ricordarmi che non c'è nulla che posso rubarti, nemmeno un'ora, neppure un minuto: rimango lì, a sfiorare le corde tesissime dei miei nervi, componendo accordi sconosciuti e piacevolmente dolorosi. Ti sogno, prego che mi insegni qualcosa, ti imploro affinché mi inizi a gesti e sensazioni sconosciute.
Svanisce tutto, non appena apro gli occhi e scopro che è già ritornato il freddo.
defluito da Uddina mentre nel mondo era martedì, 15 settembre 2009,23:45
Cos'è questo dolore così piacevole, questa sublime tortura? Io non controllo più le mie membra e, come in un sogno, scivolo verso di te. Dove siamo? Mi hai portata nel bosco? Percepisco il rumore dell'acqua ed il tuo movimento fluido. Non ti vedo...
I miei ricordi sono ancora vividi e pregni del tuo odore: come lampi di luce mi accecano annientando la mia volontà.
Tu...mi...uccidi.
Credo di essere caduta in un buio così vellutato che mi è difficile e doloroso immaginare una risalita. L'inconsistenza del pensiero mi avvolge e culla, mentre sprofondo. Mi addormento senza forze; non posso chiedere aiuto, ché non più mi appartengo, allora respiro un po' di quell'oscurità colma di desiderio. E' calda e pulsa col mio stesso ritmo.
Non sono più qui: la coscienza mi è fuggita dalle mani, sciogliendosi dal mio abbraccio disperato ed affamato.
Ora ci sei solo tu, quello che rimane di un'ombra.